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Resoconto del Convegno Medico 2006

Prevenzione e trattamento

delle emergenze subacquee

 

18 - 19 marzo 2006

 

 

 

Dal Convegno del 17-18 settembre 2005 su Subacquea & Ambiente: le Tegnue di Chioggia

è emersa l’opportunità di incrementare la sicurezza delle immersioni subacquee ricreative e scientifiche effettuate nella Zona a Tutela Biologica con iniziative di formazione e coordinamento rivolte a prevenire, riconoscere tempestivamente, organizzare il trasporto e trattare le urgenze e le emergenze subacquee.

Se infatti gli incidenti subacquei occorsi sono rari (solo 32 casi di sospetta PDD trattati nell’arco di 3,5 anni nei Centri iperbarici della zona, provenienti dall’Alto Adriatico), l’incremento delle immersioni effettuate nell’area, attualmente oltre 5.000 all’anno con presenza di oltre 200 sub nel week end, stimolano le Autorità preposte all’impegno nella prevenzione. ([1])

In quest’ottica è stato progettato questo primo corso rivolto agli operatori sanitari (medici e infermieri) dell’Azienda ULSS 14  di Chioggia ed a quelli coinvolti nella prevenzione e gestione di tali emergenze, aperto anche ai diving center (sabato 18) e ai subacquei (domenica 19) con la volontà di integrare tutte le figure coinvolte nell’emergenza. 

 

 

L’iniziativa è stata promossa dal Dott. Massimo Boscolo Nata, Direttore Sanitario dell’ULSS 14 di Chioggia, dal Dott. Maurizio Schiavon, Responsabile dell’UO di Medicina dello Sport e Attività Motorie dell’ULSS 16 di Padova e da Piero Mescalchin Presidente dell’Associazione “Tegnue di Chioggia”. Le due Aziende Sanitarie, in collaborazione con il DAN Europe hanno accreditato il Corso con la Regione Veneto (13 punti ECM) e con l’Euro College of Baromedicine.

Coinvolti nell’iniziativa i due Centri Iperbarici di riferimento, l’ATIP di Padova e l’OTI Services di Marghera (VE), le Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia, la Marina Militare Italiana (CONSUBIN di Le Grazie, La Spezia), la Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport dell’Università di Padova e il Comune di Chioggia.

 

Il Corso si è articolato nelle due giornate previste, il 18 marzo nella Sala Congressi dell’Hotel Le Tegnue di Sottomarina.

 

Tra le Autorità il CV Angarano ha portato il saluto della Direzione Marittima di Venezia a nome dell’Ammiraglio Stefano Vignani.

 

 

Il dott. Massimo Boscolo Nata, Direttore Sanitario dell’ULSS 14 di Chioggia, ha introdotto il Corso, con 50 corsisti ECM presenti e 40 auditors (tra gli altri i rappresentanti dei Diving dell’Associazione Tegnue, il Gruppo Subacquei dei VVFF di Venezia e il Comandante del Nucleo Carabinieri Subacquei di Trieste), dichiarandosi convinto che incrementare le conoscenze permette di migliorare gli interventi in caso di incidente e soprattutto di ridurre i rischi, garantendo immersioni più sicure.

 

Con la direzione dello stesso Dott. Boscolo Nata e del CF Medico degli Incursori della Marina Militare Italiana Dott Fabio Faralli è iniziata la prima sessione dedicata all’Inquadramento e fisiopatologia dell’iperbarismo.

 

Il dott. Maurizio Schiavon, dell’Azienda ULSS 16 di Padova, ha ricordato la storia dell’immersione umana, dalle origini mitologiche ai primi SCUBA (Self-Contained Underwater Breathing Apparatus) ad Aria o Ossigeno, fino alle attrezzature usate ai nostri giorni. Sono state esaminate poi le principali leggi fisiche coinvolte (Boyle, Dalton, Henry), le principali patologie connesse a queste leggi e all’iperbarismo, le implicazioni fisiopatologiche dell’immersione in acqua (compreso il blood shift).

 

Il Prof. Alessandro Marroni, Presidente del Divers Alert Network (DAN) Europe ed International, ha poi trattato l’epidemiologia delle Patologie da Decompressione (PDD) evidenziando come una patologia pur rara (1 caso su 15.401 immersioni, 0,06%) richieda un trattamento specifico ed immediato per risolversi positivamente senza reliquati. Ha differenziato la malattia da decompressione dall’embolia gassosa arteriosa da barotrauma, illustrando le più recenti teorie patogenetiche connesse alla formazione delle bolle, alla loro crescita, diffusione e localizzazione. Di particolare interesse la teoria dello Spartiacque che spiega anche anatomicamente le forme di localizzazione nel midollo spinale.

 

Il Dott. Fabio Faralli del CONSUBIN ha tracciato le attuali linee guida per il trattamento delle PDD, dal primo soccorso alla terapia farmacologia, soffermandosi sulle diverse tabelle terapeutiche applicate in camera iperbarica. Ha riferito in particolare sull’esperienza della Marina Militare Italiana nell’uso delle tabelle iperossigenate, indirizzando il comportamento da seguire in funzione della risposta terapeutica del singolo caso, con una flow chart da lui stesso disegnata secondo gli orientamenti della NATO.

 

Nella seconda sessione, moderata dal Prof. Andrea Cavaggioni, Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport dell’Università di Padova, si è affrontato il tema dei Percorsi clinici e terapeutici delle Patologie subacquee.

 

 

Il Dott. Maurizio Schiavon ha illustrato le modalità di intervento medico sul campo in caso di emergenze subacquee, a partire dalla necessità del triage per differenziare i casi di emergenza-urgenza da quelli che richiedono interventi anche differiti. L’uso in particolare dell’ossigeno normobarico al 100% e dell’idratazione è stato enfatizzato secondo le linee guida internazionali (ECHM Lille, 2004), sottolineando l’opportunità della idratazione endovenosa in presenza di personale sanitario. Dopo la stabilizzazione dell’infortunato si dovrà provvedere al trasporto rapido dello stesso, via natante veloce o elicottero, verso un centro iperbarico. La terapia di elezione risulta infatti il trattamento in camera iperbarica, che se tempestivo riduce e quasi azzera gli esiti della PDD.

 

Il Prof. Alessandro Marroni ha poi ripreso le diverse forme cliniche delle PDD (dalle più semplici alle più complesse) presentando scenari diagnostici e terapeutici particolari, a volte anche di difficile interpretazione, stimolando la partecipazione attiva dei corsisti nei percorsi di decision making.

 

La terza sessione sulla Medicina Iperbarica è stata presentata con la moderazione del Prof. Carlo Ori, Direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione dell’Università di Padova, e dell’Arch. Pier Paolo Borella, Presidente dell’ATIP di Padova.

 

Le applicazioni dell’Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) in ambito medico-chirurgico sono state introdotte dal Dott. Luciano Ditri, Direttore del Centro Iperbarico di Vicenza, sviluppando le conoscenze fisiopatologiche dell’OTI per arrivare alle sue indicazioni cliniche (dalla gangrena gassosa, all’avvelenamento da ossido di carbonio, dalle ulcere torpide alle più recenti applicazioni sperimentali). La dott. Raffaella Visentin del Centro OTI Services di Marghera, in collaborazione con il dott. Bruno Zennaro hanno in particolare sottolineato l’importanza dell’apparato ORL nella fisiopatologia dell’immersione subacquea ed il vantaggio della OTI nel trattamento di alcune patologie ORL.

 

Nel pomeriggio, dopo la Preparazione all’accesso in camera iperbarica curato da Enrico Fontana per l’ATIP di Padova e Luciano Meneghini per l’OTI Services di Marghera, i corsisti hanno seguito una formazione pratica nei due centri iperbarici sotto la supervisione del Dott. Giacomo Garetto, Direttore sanitario dell’ATIP di Padova e del Dott. Roberto Novelli dell’OTI Services di Marghera.

Gli allievi volontari sono stati sottoposti in sicurezza a compressione/decompressione, simulando il trattamento di una PDD e l’uso dell’OTI, mentre gli altri hanno seguito dai monitor dei pannelli di controllo le modalità operative effettuate ai colleghi.

La giornata si è conclusa nello studio dei sistemi DAN per la fornitura di ossigeno normobarico ai subacquei infortunati.

 

Tutti i corsisti hanno avuto a disposizione materiale didattico (DVD sull’area delle Tegnue, CD sulla Terapia Iperbarica, Manuale per la somministrazione di ossigeno normobarico del DAN Europe e una monografia recentemente tradotta dai Dott. Vincenzo Zanon e Giacomo Garetto per l’ATIP e MedIT4 tratta dal Manuale di Medicina del Nuoto ed Iperbarica del The Prince of Wales Hospital di Sydney, Australia (per gentile concessione di M. Bennett et al.).

 

Il 19 marzo ai  Corsisti si sono aggregati anche i subacquei, nella splendida cornice dell’Auditorium S.Nicolò di Chioggia (Ve), per un totale di 250 presenze.

 

Nell’ambito della sessione su La prevenzione degli incidenti subacquei, moderata dal Prof. Giampiero Giron, Ordinario di Anestesia e Rianimazione dell’Università di Padova, e da Piero Mescalchin, Presidente dell’Associazione “Tegnue di Chioggia”, sono stati trattati tre temi di particolare attenzione per i subacquei che si immergono nella zona.

 

Il primo, Nuove acquisizioni sperimentali e algoritmi di decompressione, è stato trattato dal Prof Alessandro Marroni del DAN Europe, che ha evidenziato come dai dati sperimentali si sia giunti alla riduzione della formazione delle bolle in tutte le immersioni ed in particolare per quelle alla profondità analoga a quella delle Tegnue, mediante una tappa di decompressione profonda, pari a circa la metà della profondità raggiunta e per 2,5 minuti. Riuscire a produrre un numero minore di bolle permette al subacqueo di immergersi in maggior sicurezza e ridurrà il rischio di PDD.

 

La seconda relazione è stata magistralmente trattata dal Dott. Fabio Faralli del CONSUBIN della Marina Militare Italiana, esplicitando rischi e vantaggi dell’uso di miscele iperossigenate (Nitrox) per immersioni quadre come quelle normalmente effettuate nelle Tegnue.

 

La Dott. Carlotta Mazzoldi dell’Università di Padova ha sintetizzato gli aspetti naturalistici della Zona a Tutela Biologica delle Tegnue di Chioggia, sottolineando le peculiarità dell’area anche con immagini particolarmente suggestive, ed ha concluso con la proiezione del Video “Il Regno Sommerso” realizzato da Piero Mescalchin per il Progetto regionale di educazione scolastica.

 

Infine la Tavola rotonda moderata dal Dott. Paolo Boscolo, Direttore del Pronto Soccorso di Chioggia, ha messo a confronto le diverse strutture coinvolte nel coordinamento degli interventi negli incidenti subacquei in Alto Adriatico. Hanno partecipato il Dott. Maurizio Schiavon per la Medicina dello Sport, il Dott. Andrea Tiozzo per il PS di Chioggia e 118 emergenza sanitaria, il sTV Enrico Gironella per la Capitaneria di Porto di Chioggia, l’Arch. Pier Paolo Borella per i Centri Iperbarici ed i Diving Center ed il Prof. Alessandro Marroni per il DAN Europe.

Dal confronto è emersa la necessità di stilare delle linee guida specifiche per il sito di immersione, che contengano informazioni relative alla sicurezza, al triage ed alla terapia da effettuare sul posto, al metodo da seguire per l’attivazione dei soccorsi ed la successiva  evacuazione, al trattamento in camera iperbarica. L’apporto del DAN Europe, come centrale esperta, dovrebbe essere formalizzato con un’apposita convenzione operativa a supporto del subacqueo stesso e del 118 emergenza sanitaria come già realizzato in altre regioni.

Il dibattito ha coinvolto anche gli altri partecipanti, tra gli altri il Prof. Giron che ha consigliato di stilare un protocollo simile a quello già operativo per il soccorso in montagna e numerosi subacquei interessati ad essere parte attiva nella formulazione delle linee guida sulla prevenzione, tempestivo riconoscimento, organizzazione del trasporto e trattamento delle emergenze subacquee.



[1] M. Schiavon, P. Borella Gestione delle emergenze: esperienze dei Centri Iperbarici e modalità di intervento in Atti del 1° Convegno Subacquea & Ambiente: le Tegnue di Chioggia, Associazione Tegnue di Chioggia- onlus, 6-14

 


 
   
 
 
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