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Tegnùa
P186 - "D'Ancona"
| Lat. |
45°
24.040’ N |
| Long. |
12°
34.150’ E |
| UTM
33T |
WGS84 |
| Est |
309754
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| Nord |
5030335 |
Questa
tegnùa, intitolata al Prof. D'Ancona, si trova fuori dalla Zona di Tutela Biologica, pertanto non è
sottoposta a nessun specifico regime di protezione, fatte salve le norme e i
divieti che disciplinano la pesca e la navigazione. Per non rovinare le delicate
rocce organogene, si raccomanda di porre molta attenzione nell'ancoraggio posando l'ancora sul fondale sabbioso circostante.

Si
tratta di un affioramento
roccioso lungo un centinaio di metri e con una elevazione massima di 4-5 metri
rispetto al fondale circostante. Presenta un corpo principale molto elevato che
sul lato nord occidentale termina quasi verticalmente e con spaccature e grandi
cavità, sul l'altro lato invece è meno ripido. Verso sud l'affioramento
prosegue con rocce meno elevate ed una serie di blocchi staccati.
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I
popolamenti bentonici oggi sono caratterizzata dall'elevata presenza di spugne Cliona
sp. che progressivamente perforano e sgretolano la roccia. Terminata l'erosione delle rocce, si mostrano nella loro forma massiva
completamente sviluppata, di colore bruno. Le parti soprastanti delle rocce sono
stagionalmente densamente
popolate da idroidi, su cui è facile osservare nudibranchi del genere Flabellina
e Cratena.
È
un sito ben noto e già oggetto di studio; chi volesse maggiori informazioni può
consultare la seguente pubblicazione:
Mizzan, L. (2000) Localizzazione e caratterizzazione di affioramenti rocciosi delle coste veneziane: primi risultati di un progetto di indagine. Bollettino del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia (50): 195-212.

Rilievo
originale di Mizzan (2000)
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